ELETTROSTIMOLAZIONE

L'elettrostimolatore è costituito da un generatore di corrente costante a tensione variabile che genera impulsi rettangolari compensati e simmetrici.
Il fenomeno chimico-fisico che genera la contrazione muscolare è corretto definirlo elettrostimolazione neuromuscolare, in quanto lo stimolo fisico prodotto dall'elettrostimolatore determina una depolarizzazione a livello della membrana della cellula nervosa che provoca una cascata di flussi ionici generando un potenziale d'azione che si propaga distalmente. Dalla fibra nervosa o motoneurone lo stimolo giunge alle placche motrici determinando a sua volta una depolarizazzione di membrana nel muscolo con conseguente contrazione muscolare. L'azione dell'elettrostimolatore agisce quindi direttamente sulla fibra nervosa-motoneurone e indirettamente nel muscolo.
Ogni muscolo è costituito da percentuali diverse di differenti tipi di fibra muscolare. Ogni tipo di fibra muscolare è caratterizzata da una determinata frequenza di trasmissione di stimolo del motoneurone che la innerva, con una caratteristica velocità di contrazione e rilassamento.
A seconda della frequenza possiamo quindi optare sul recupero selettivo della fibra muscolare che più ci interessa reclutare, da quella deputata alla resistenza a quella della rapidità ( forza intemedia, forza/velocità, esplosiva).
Nel campo riabilitativo l'elettrostimolazione neuromuscolare in mani esperte trova importanti risultati, soprattutto se sinergica al protocollo personalizzato di mobilizzazione passiva, attiva assistita o attiva.

 

Personalmente il suo utilizzo lo trovo utilissimo nella rieducazione funzionale per quei pazienti sottoposti ad interventi chirurgici quali:

  • ricostruzione LCA
  • riduzione fratture ossa lunghe con chiodo endomidollare o placca-viti
  • riduzione fratture articolari
  • pulizia meniscale e cartillaginea femoro-rotulea
  • artroprotesi-endoprotesi anca e ginocchio
  • ricostruzione della cuffia dei rotatori
  • esiti distorsivi della caviglia

altre utilità:

  • recupero del tono-trofismo muscolare in seguito a lunghi periodi di immobilità
  • riequilibrio della bilancia agonista-antagonista ( es. quadricipite-ischiocrurali)
  • lateralizzazione della rotula in quadro di condropatia
  • contratture estese e recidivanti

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