L’Infortunio Sportivo

 
 
 

L’ INFORTUNIO SPORTIVO

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Comporta spesso l’interruzione della pratica sportiva che può variare da pochi giorni a mesi. Può trattarsi di stiramento, tendinite, tendinosi, borsite, lesione muscolare o interessamento capsulo-legamentoso da evento distorsivo, richiedendo specifiche cure. Gomito del tennista? Ginocchio del corridore? E’ molto alta la percentuale di chi si infortuna durante un’attività sportiva. Sport e infortunio è un binomio inscindibile: chi pratica sport sa di non essere immune da infortuni. Nella maggior parte dei casi si tratta di traumi dovuti a sovrautilizzo di una parte del corpo. Chi non ha sentito parlare del gomito del tennista, dovuto al movimento ripetitivo del braccio o di ginocchio del corridore per il sovraccarico?

I traumi da sport, secondo il tipo di sport praticato possono essere raggruppati in due grandi categorie:


- infortuni da trauma (meccanismo diretto ed indiretto)
- infortuni da sovraccarico

Gli infortuni da trauma

Sono tipici dello sport come il calcio, basket , rugby, boxe, motociclismo, comunemente causano contusioni, stiramenti, lesioni muscolari, lesioni tendinee e distorsioni fino alla frattura.

La contusione è una lesione dei capillari e conseguente congestione del sangue che forma il classico ematoma.

Lo stiramento è l’eccessivo e brusco allungamento subito dalle fibre muscolari.

La lesione muscolare o distrazione (visibile ecograficamente) secondo il grado di interessamento (I,II,III) spazia da un minimo danno strutturale a rottura quasi totale del ventre muscolare con importante ecchimosi ed impotenza funzionale. Le lesioni più frequenti si verificano agli ischiocrurali (bicipite femorale e semimembranoso), tricipite surale (gemelli) e vasto mediale del quadricipite.

In soggetti non opportunamente allenati, eccessive contrazioni muscolari possono causare lesioni tendinee acute, dalla entesopatia quale infiammazione inserzionale del tendine nell’osso, alla tendinite, alla rottura completa (es.capo lungo del bicipite, tendine d’achille).

La distorsione è un trauma dell’articolazione che genera eccessiva elongazione dei tessuti molli, fino a determinarne lesioni capsulo-legamentose con versamento e dolore. La distorsione più comune interessa la caviglia, avviene quasi sempre in inversione stressando la componente legamentosa (es. legamento peroneo astragalico anteriore). Distorsioni importanti a livello del ginocchio possono causare lesioni meniscali, legamentose , dal collaterale mediale e laterale, al legamento crociato anteriore (LCA). Questi infortuni richiedono spesso lunghi periodi di stop, soprattutto quando richiedono la ricostruzione chirurgica del crociato anteriore necessitando di un professionale programma di riabilitazione per recuperare la piena funzionalità del ginocchio.

L’infortunio muscolare è statisticamente quello più frequente nello sportivo. Molteplici sono le cause e vanno da fattori di carattere prettamente anatomico a errori di programmazione d’allenamento. L’effetto è in tutti i casi la limitazione temporanea della capacità contrattile del muscolo.

Considerando che il potere di rigenerazione della fibra muscolare è vicina allo zero, la lesione muscolare guarisce autonomamente mediante processi riparativi con caratteristiche fibrotiche che creano cicatrici . Questo significa che la zona presenta un’ottima resistenza allo stiramento ma una scarsa elasticità del tessuto. Per riequilibrare la capacità d’allungamento del muscolo nella sua interezza, le zone limitrofe alla cicatrice finiscono per svolgere un maggior lavoro e sono le più soggette a eventuali ulteriori cedimenti. Il fisioterapista si occuperà nel seguire passo dopo passo le diverse fasi di guarigione della lesione cercando di ottenere come obbiettivo finale la massima elasticità del tessuto cicatriziale riducendo il rischio di recidiva. Un muscolo che ha subito lesioni muscolari multiple deve sempre essere sottoposto a un adeguato riscaldamento e a specifici esercizi di stretching prima di iniziare il lavoro specifico.

Infortunio_Sportivo

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Gli infortuni da Sovraccarico

Il sovraccarico da lavoro muscolare è la principale causa di lesioni, anche per quanto riguarda il numero di distretti colpiti. Per sovraccarico possiamo anche intendere un recupero inadeguato o una programmazione d’allenamento errata nelle quantità e qualità. Quando non si rispettano le capacità di adattamento soggettive e il superamento dei propri limiti non avviene per gradi, si può verificare un infortunio muscolare.

Continui microtraumi alterano frequentemente la struttura tendinea, sovraffaticando la struttura stessa. Quando il carico di lavoro diventa eccessivo, c’è il rischio di sviluppare lesioni di dimensioni variabili alle fibrille, successivamente riparate da tessuto disorganizzato con un numero inferiore di cellule tendinee e conseguente calo della sua resistenza alla tensione. Si parla di tendinite quando la struttura tendinea sofferente è accompagnata da infiammazione, di tendinosi quando non vi è una infiammazione acuta e la sede colpita ha scarsa capacità riparativa a causa di ridotta vascolarizzazione.

Alterazioni dell’allineamento dell’anca, ginocchio, piede, scapola sul torace, oltre a determinare alterazioni della normale biomeccanica articolare, possono comportare un disequilibrio del lavoro muscolare con sovraccarico di determinate unità muscolari che possono determinare dolore per la continua tensione mantenuta.

Una carenza di attività del quadricipite ( in particolare della porzione obliqua del vasto mediale) può determinare la lateralizzazione della rotula, causando la sindrome femoro-rotulea, una condizione che infiamma la cartilagine articolare (condropatia) creando dolore anche semplicemente scendendo dalle scale.

Altro esempio di sovraccarico, è quello dell’ipertrofia da compenso del tibiale posteriore nel podista con piede piatto. Il muscolo aumenta considerevolmente di massa per il grande lavoro che svolge nel sostenere il piede nella parte mediale. Allo stesso tempo il sovraccarico funzionale porta a sindromi infiammatorie che coinvolgono il muscolo, soprattutto a livello tendineo. In questi casi è facile che i muscoli affaticati finiscano per danneggiarsi.
Sovraccaricco, rigidità e debolezza muscolare si ripercuotono inevitabilmente sulla struttura tendinea. Il quadro può variare da una iniziale tenosinovite e borsite, alla tendinopatia, alla tendinosi pura.

Noi ci occupiamo del tuo infortunio

Il nostro approccio terapeutico è rivolto a curare l’infiammazione tendinea onde evitare una sua cronicizzazione. Una tendinite, oltre ad inibire la performance sportiva per il dolore causato, se non curata può cronicizzare in tendinosi ed andare incontro a rottura completa (es.tendine d’achille, capo lungo del bicipite brachiale).

Mi piace ricordare ai miei clienti che tendine e muscolo rappresentano una unica unità funzionale. Molte volte i professionisti commettono l’errore di curare solo l’aspetto sintomatico (infiltrazioni locali, laser, ultrasuoni, diatermia a livello locale). Se non allarghiamo il nostro intervento fisioterapico in modo globale, recuperando la forza, eliminando la rigidità, e l’eventuale disequilibrio delle catene musscolari, rischiamo seriamente di fallire l’obiettivo della guarigione.

Pazienti che hanno subito contusioni, distorsioni con lesioni capsulari e legamentose seguite o meno da intervento chirurgico, lesioni muscolari o tendinee, soffrono di infiammazioni tendinee o dolori muscolari, necessitano di recuperare la massima funzionalità seguendo un attento programma di riabilitazione con il fisioterapista.

Noi proponiamo sempre percorsi di fisioterapia e rieducazione che rispettano la corretta cronologia delle diverse fasi terapeutiche, in termini di ampiezza articolare concessa, tensione mio-tendinea e dolore.

Il nostro approccio terapeutico sfrutta l’utilizzo di determinate terapie elettromedicali e varie terapie manuali e programmi rieducativi specifici, spesso combinate tra loro per raggiungere in minor tempo l’obbiettivo. L’efficacia della terapia elettromedicale sullo specifico caso dipende dalla corretta gestione dei vari parametri che regolano l’emissione della fonte di energia utilizzata. Le diverse terapie manuali e rieducative vengono scelte a seconda della maggiore efficacia terapeutica che possono fornire allo specifico caso.

Il tuo infortunio ha molteplici cause e conseguenze, pertanto merita un trattamento specifico:

  • rieducazione post-traumatica e post-chirurgica (lesioni muscolari e tendinee, distorsione di caviglia e ginocchio, lesioni meniscali, ricostruzione legamento crociato anteriore, lussazione spalla… etc)
  • mobilizzazione articolare per recuparare la mobilità
  • manipolazione della fascia per eliminare densificazioni fasciali che alterano l’attività muscolare segmentaria e globale con effetto negativo sugli equilibri articolari
  • veicolazione di fitocomplessi (anti-infiammatori, antiedemigeni, procartilaginei, fibrinolitici) per ematomi, lesioni muscolari, edemi, borsiti, tendiniti, tendinosi, tenosinoviti, calcificazioni)
  • tecarterapia-diatermia per dolori articolari e muscolari, ematomi, lesioni muscolari, edemi, borsiti, tendiniti, tendinosi, tenosinoviti
  • onde d’urto radiali per fibrosi, fascite plantare, tendiniti, borsiti, calcificazioni
  • ultrasuonoterapia per tendiniti, tendinosi, calcificazioni
  • programma specifico di rinforzo muscolare (elettrostimolazione, macchine isotoniche
  • pedana propriocettiva per esiti di distorsione della caviglia e interventi chirurgcici al ginocchio (LCA)
  • kinesiotaping, applicazioni per migliorare l’attività muscolare o per inibirla a causa di tensione eccessiva
  • tens