Il Dolore Cervicale e Lombare

Il dolore cervicale

Cervicale

Cenni di anatomia cervicale

Il rachide cervicale è la parte più delicata ed il primo tratto della colonna vertebrale, costituita da 7 vertebre cervicali (C1-C7) e da 8 paia di nervi cervicali (C1-C8) che gestiscono l'attività muscolare e raccolgono le informazioni sensitive del capo, collo, diaframma ed arti superiori fino alle mani.

La colonna cervicale è sostenuta da un sistema legamentoso e da importanti gruppi muscolari che generano il movimento e forniscono stabilità al tempo stesso.

La regione superiore, costituita dall'atlante ed epistrofeo (C1-C2) di forma propria rispetto alle restanti vertebre e priva di disco intervertebrale, è la parte più mobile del tratto cervicale, in particolare nella rotazione. La regione inferiore (da C3 a C7) è costituita da vertebre provviste di dischi intervertebrali ed insieme alla regione superiore sostiene e permette al cranio ampi movimenti proteggendo il midollo spinale e l’arteria vertebrale. Il tratto cervicale assume una forma curvilinea definita lordosi che consente di distribuire correttamente il peso tra il pilastro anteriore (corpi vertebrali e dischi) e il pilastro posteriore (faccette articolari). Alterazioni della lordosi fisiologica, quali : riduzione, rettificazione, inversione lordosi e iperlordosi, possono determinare nel tempo la sindrome delle faccette articolari (cervicoartrosi), disidratazione e protrusione discale o ernia.

cervicale_fisioudine

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Il dolore cervicale

Il dolore al collo o cervicalgia, comunemente conosciuto come cervicale, è frequentemente associato a movimenti limitati (es. ruotare il capo nella retromarcia) e rigidità muscolare nella zona del collo, nuca e scapole.
Il malessere lamentato si può manifestare come bruciore, dolore al tatto, cefalea con dolore sino agli occhi, nausea, fitte e scosse con possibile irradiazione alle spalle e braccia.
Nei casi più importanti si possono sviluppare episodi di vertigine associati o meno a sensazione di sbandamento, in particolare nei rapidi cambi di posizione del capo.

L'algia può manifestarsi in modo discontinuo a causa di determinati movimenti o posture scorrette prolungate nel tempo, oppure come dolore continuo indipendente dal movimento.

Può trattarsi di di una forma acuta che non si protrae più di 6 settimane o di una forma cronica che può perdurare più di 12 settimane, quest'ultima spesso associata ad alterazione cronica degenerativa delle cartilagine articolare (cervicoartrosi).

Il dolore acuto può cronicizzare ripresentandosi frequentemente con gli sbalzi di temperatura, in particolare con l’arrivo del freddo e in presenza di umidità, soprattutto nelle persone che lamentano patologia artrosica o hanno precedentemente sofferto episodi di cervicale o cervicalgia.

Cause e trattamenti del dolore cervicale

Sport ad elevato impatto sulla colonna vertebrale, lavoro di segreteria, artrosi, sedentarietà, fumo, stress e tensioni accumulate sono potenziali fattori di rischio in grado di causare o intensificare il dolore cervicale. Il dolore post traumatico più comune è causato dal colpo di frusta cervicale, tamponamenti posteriori e laterali generano brusche decelerazioni-accelerazioni con effetto distorsivo sul sistema muscolare-scheletrico-legamentoso del collo.

Può trattarsi di un trauma passeggero riconducibile a una semplice contrattura con dolore localizzato (es. sternocleidomastoideo, elevatore della scapola, trapezio) o può interessare anche le spalle e gli arti superiori manifestandosi con formicolii che si estendono al braccio e alla mano. In questo ultimo caso siamo difronte a patologie più complesse che vanno dalla disidratazione discale con schiacciamento delle vertebre, alla protrusione ed ernia discale con possibile compressione di una radice nervosa (radiculopatia) o del midollo spinale.

Disidratazione discale e artrosi cervicale (cervicoartrosi) colpiscono più frequentemente gli over 40, con rigidità nel movimento e tensioni muscolari protratte nel tempo, spesso in associazione a scrosci articolari, in grado di compromettere seriamente la vita sociale e lavorativa.

Anche una disfunzione del diaframma, fondamentale muscolo che consente l'inspirazione, può comportare iperattività di alcuni muscoli del collo con sovraccarico articolare e persistente cervicalgia o dolore miotensivo. Un buon lavoro sul diaframma può offrire in tempi rapidi il detensionamento della muscolatura cervicale e conseguente riduzione del dolore.

Una accurata raccolta anamnestica insieme ad un attento esame obiettivo e funzionale da parte del fisioterapista, a volte in associazione a referti del medico radiologico di esami diagnostici, quali RMN, TAC e RX, aiuta a rendere mirato il nostro intervento terapeutico.

Per ogni disturbo lamentato al tratto cervicale, acuto o cronico, il nostro approccio terapeutico sfrutta l'utilizzo di determinate terapie elettromedicali e varie terapie manuali o rieducative. L'efficacia della terapia elettromedicale sullo specifico caso dipende dalla corretta gestione dei vari parametri che regolano l'emissione della fonte di energia utilizzata. Le diverse terapie manuali vengono scelte a seconda della maggiore efficacia terapeutica che possono fornire ad una determinata patologia o disturbo cervicale. FisioUdine, al fine di trattare in modo completo ogni specifico quadro di sofferenza cervicale, cerca di sfruttare il maggior beneficio ottenibile da una determinata combinazione delle terapie elettromedicali con quelle manuali e rieducative.

Il tuo dolore cervicale deve essere trattato in modo specifico, noi pensiamo attentamente alla combinazione di terapie che fa al caso tuo:

  • manipolazione della fascia
  • pompage cervicale e altre terapie manuali (es.massoterapia)
  • laserterapia
  • veicolazione transdermica di fitocomplessi (anti-infiammatori, procartilaginei, fibrinolitici)
  • tecarterapia o diatermia
  • rieducazione posturale
  • programma specifico di rinforzo muscolare
  • tens

 

 

 

 

Il dolore lombare

 

 

Lombare
Cenni di anatomia lombare

Il rachide lombare rappresenta la continuità della colonna vertebrale dal tratto dorsale fino all'osso sacro. E' costituito da 5 vertebre (L1-L5) e relativi dischi intervertebrali di dimensioni progressivamente maggiori, il tutto allineato a formare una curva convessa sul piano sagittale definita lordosi che consente la corretta distribuzione del peso corporeo tra il pilastro anteriore e posteriore. Il pilastro anteriore, generato dai corpi vertebrali con i dischi, si collega grazie ai peduncoli al pilastro posteriore. Il pilastro posteriore è costituito da un arco posteriore che delimita il foro vertebrale per il passaggio delle fibre nervose e da faccette articolari dotate di cartilagine protette da capsula articolare con strato sinoviale.

Dal pilastro posteriore inoltre nascono i processi trasversi e le apofisi spinose che offrono numerose inserzioni a muscoli e legamenti. Il corpo vertebrale con relativo disco insieme alle faccette articolari posteriori consente di sopportare il peso e generare il movimento di questo distretto della colonna. Tra una vertebra e l'altra si forma il foro di coniugazione, uno spazio che consente il passaggio alla radice spinale. Una protrusione o ernia discale, oppure artrosi delle faccette articolari possono ridurre questo spazio causando una radicolopatia (es.lombosciatalgia).

Il disco intervertebrale è l'ammortizzatore della colonna vertebrale, formato da 12-15 anelli fibrocartilaginei concentrici poco vascolarizzati e meno resistenti nella parte posteriore. All'interno troviamo il nucleo polposo, costituito per l'80% di acqua è in grado di distribuire le forze meccaniche di compressione al disco. L'invecchiamento, l'attività sportiva intensa e le alterazioni posturali sono potenziali fattori determinanti la disidratazione del nucleo e lo sfiancamento delle pareti discali. Questa alterazione può generare una protrusione discale oppure una ernia contenuta o espulsa che può causare la comune lombosciatalgia. La disidratazione del disco può sbilanciare la distribuzione dei carichi causando artrosi delle faccette articolari del pilastro posteriore e conseguente dolore.

L'ampia muscolatura lombare, in gran parte ricoperta dalla robusta fascia toracolombare, insieme al sistema legamentoso deve bilanciare la muscolatura addominale per fornire la corretta stabilizzazione del tratto lombare.

dolore_lombare

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Il dolore lombare

La lombalgia si manifesta comunemente con dolore localizzato o diffuso a tutta la zona paravertebrale che può diffondere fino ai glutei e nei casi più importanti può irradiare agli arti inferiori(lombosciatalgia). Al dolore si accompagna frequentemente una sensazione di tensione o rigidità muscolare con conseguente impedimento-limitazione dei comuni movimenti della vita quotidiana oppure nel mantenimento prolungato della posizione eretta o seduta.                                                        

Il dolore lombare può assumere una forma acuta che perdura al massimo sei settimane o una forma cronica che si protrae più di 12 settimane. La lombalgia acuta, in genere causata da movimenti bruschi o ripetitivi, si traduce in sofferenza temporanea muscolare, dei legamenti, delle articolazioni o dei dischi vertebrali, con attuazione di compensi che limitano fortemente il movimento al fine di evitare di infiammare ulteriormente la parte e aggravare il problema. Se il dolore è persistente, col tempo tenderà a cronicizzarsi causando un crescente indebolimento o retrazione muscolare e potenziali danni strutturali alla colonna vertebrale, dalla disidratazione discale all'artrosi inficiandone la fisiologica biomeccanica articolare

A seconda della sua durata e severità, esso può compromettere la qualità di vita e il lavoro di chi ne soffre. È uno dei principali motivi di assenza da lavoro per malattia e la seconda causa più frequente di consulto medico.

 

Cause e trattamenti del dolore lombare

Circa l’80% delle lombalgie dipende da scarsa attività fisica, atteggiamenti posturali viziati protratti per lungo tempo (es.cammionista, lavori di segreteria), movimenti del corpo ed esercizi eseguiti in maniera non corretta (ed. sollevamento di pesi in modo errato), inadeguato riscaldamento dei muscoli prima di un’attività sportiva. Altre cause frequenti sono l'eccessiva tensione muscolare derivante da stress fisico e psicologico, lo scadente tono muscolare (addominale, lombare e dorsale) e il sovrappeso. Il restante 20% riguarda patologie più complesse cosiddette rachidee che sono sintomo di un problema specifico alla colonna vertebrale, come ad esempio iperlordosi, retilinizzazione e inversione lombare, spondilolistesi, scoliosi, artrosi, protrusione ed ernia discale.

Una accurata valutazione del fisioterapista, meglio se in associazione ad alcuni referti radiologici degli esami diagnostici, RMN, TAC e RX, aiuta a rendere mirato il nostro intervento terapeutico.

Per ogni disturbo lamentato al tratto lombare, acuto o cronico, il nostro approccio terapeutico sfrutta l'utilizzo di determinate terapie elettromedicali e varie terapie manuali o rieducative. L'efficacia della terapia elettromedicale sullo specifico caso dipende dalla corretta gestione dei vari parametri che regolano l'emissione della fonte di energia utilizzata. Le diverse terapie manuali vengono scelte a seconda della maggiore efficacia terapeutica che possono fornire ad una determinata lombalgia. FisioUdine, al fine di trattare in modo completo ogni specifico quadro di sofferenza lombare, cerca di sfruttare il maggior beneficio ottenibile da una determinata combinazione delle terapie elettromedicali con quelle manuali e rieducative.

Il tuo dolore lombare deve essere trattato in modo specifico, noi pensiamo attentamente alla combinazione di terapie che fa al caso tuo

  • tecarterapia-diatermia
  • veicolazione di fitocomplessi (anti-infiammatori, procartilaginei, fibrinolitici)
  • laserterapia
  • manipolazione della fascia
  • terapie manuali classiche
  • programma specifico di rinforzo muscolare con eventuale stretching
  • rieducazione posturale ed ergonomia
  • kinesiotaping
  • tens