Il Dolore all’Anca e al Ginocchio

Il dolore dell'anca

http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-image-highlighted-hip-joint-d-rendered-illustration-inflamed-image34776076
Cenni di anatomia dell’anca


L’articolazione dell’anca (coxa o articolazione coxo-femorale) insieme ai tessuti molli (capsula, legamenti, muscoli) fornisce importante stabilità e libertà di movimento. Sopporta e distribuisce le forze che gravano sull’arto inferiore, sia discendenti (peso del corpo) che ascendenti (forze di reazione del terreno). E’ formata dalla cavità concava della pelvi (acetabolo) con il cercine ed il labbro acetabolare che aumentano la sua superficie rendendola idonea a contenere la testa del femore nel movimento.
Le superfici articolari sono rivestite da uno strato di cartilagine che incrementa il suo spessore nelle zone soggette a maggiori carichi e da una capsula fibrosa (contenente la membrana sinoviale) spessa e resistente nella porzione superiore e anteriore, debole e sottile nella parte inferiore e posteriore. Ad aumentare la stabilità fornita dalla capsula articolare interviene la componente legamentosa , il legamento ileofemorale, ischiofemorale, pubofemorale, rotondo, e acetabolare traverso. Il femore presenza 2 importanti tuberosità osse, il grande e piccolo trocantere che offrono l’inserzione tendinea a fondamentali muscoli che mobilizzano e stabilizzano l’articolazione dell’anca. In corrispondenza delle 2 tuberosità troviamo delle piccole sacche di liquido sieroso, definite borse sierose, che facilitano lo scorrimento dei tendini e fibre muscolari riducendo l’attrito contro le superfici rigide come l’osso. La borse si possono infiammare (borsiti trocanteriche) causando dolore nell’esecuzione di determinati movimenti, a volte accompagnato da tumefazione locale. I numerosi muscoli dell’anca si possono suddividere in base alla specifica funzione nel movimento e spesso lo stesso muscolo risulta inoltre essere sinergico (accessorio) con altri muscoli in più movimenti.

  • Flessione (ileopsoas, retto femorale,tensore della fascia lata, sartorio)
  • Estensione (grande gluteo, bicipite femorale, semimembranoso, semitendinoso)
  • Abduzione (medio gluteo, piccolo gluteo, tensore della fascia lata, grande gluteo)
  • Adduzione (adduttore grande, lungo e breve, pettineo, gracile)
  • Rotazione esterna (piriforme, otturatore esterno e interno, grande gluteo, fasci posteriori medio e piccolo gluteo)
  • Rotazione interna (piccolo gluteo, fasci anteriori medio gluteo, tensore della fascia lata)

http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-images-full-length-portrait-senior-man-back-pain-trying-to-pi-image29074199 Il dolore dell'anca

Il dolore all'anca si può manifestare nella parte esterna o interna dell'articolazione, a livello inguinale, può irradiarsi alla coscia e ai glutei. Di intensità variabile, può portare alla zoppia di fuga, può acutizzarsi in seguito a posizioni viziate ( es.dormire sul fianco) e nei movimenti come alzarsi o sedersi, allacciarsi le scarpe, salire-scendere dalla bici e dall'auto. Un muscolo corto o di lunghezza eccessiva, debole o rigido può determinare limitazioni funzionali associati o meno a dolore, inibendo a lungo termine la mobilità e la stabilità articolare, fino a generare il continuo consumo della cartilagine articolare, ovvero quel processo cronico degenerativo conosciuto come artrosi d'anca (coxartrosi).


Cause e trattamenti del dolore dell'anca


Le cause più comuni che determinano patologie in questa regione sono i traumi acuti (es.cadute accidentali) e sovraccarichi ripetitivi che possono causare borsiti, tendiniti, artrosi d'anca, artrite e osteonecrosi (afflusso di sangue ridotto).
La psoite, infiammazione del muscolo psoas spesso causata da un suo irrigidimento, provoca sintomatologia all'anca nel movimento e cambi di postura. La sindrome del tensore della fascia lata, più frequente nei podisti, potrebbe causare dolore localizzato lateralmente all'articolazione dell'anca, a volte irradiato sino al ginocchio. Anche il grande, medio e piccolo gluteo possono infiammarsi in prossimità della parte inserzionale del proprio tendine, causando dolore locale al fianco, soprattutto sotto sforzo. Tensioni muscolari eccessive vanno risolte affidandosi al fisioterapista, con l'obiettivo di ottenere maggiore equilibrio muscolare ed articolare impedendo l'instaurarsi della progressiva degenerazione della cartilagine articolare (coxartrosi). Per dolori importanti o forti limitazioni del movimento è necessario, su indicazione del medico specialista, eseguire esami diagnostici di radiologia (RX, RMN, TAC) che forniscano chiari dettagli sullo stato dell'articolazione e dei tessuti molli. I referti del medico radiologo, abbinati a valutazioni funzionali ed esame clinico, sono spesso estremamente utili per programmare un preciso percorso, sia conservativo (fisioterapia, riabilitazione), sia di competenza ortopedica-chirurgica (artroprotesi d'anca, edoprotesi d'anca). Pazienti che hanno subito traumi all'articolazione dell'anca, interventi chirurgici di protesi totale (artroprotesi) o parziale (endoprotesi), necessitano di recuperare la massima funzionalità seguendo un attento programma di riabilitazione con il fisioterapista. Il percorso rieducativo è costituito da diverse fasi cronologiche, rispettando ampiezze articolari stabilite, determinati carichi e tempistiche, spesso in accordo con l'ortopedico. Per ogni disturbo lamentato nella regione dell'anca, acuto o cronico, il nostro approccio terapeutico sfrutta l'utilizzo di determinate terapie elettromedicali e varie terapie manuali o rieducative. L'efficacia della terapia elettromedicale sullo specifico caso dipende dalla corretta gestione dei vari parametri che regolano l'emissione della fonte di energia utilizzata. Le diverse terapie manuali e rieducative vengono scelte a seconda della maggiore efficacia terapeutica che possono fornire ad un determinato dolore o disfunzione all'anca. FisioUdine, al fine di trattare in modo completo ogni specifico quadro di sofferenza, cerca di sfruttare il maggior beneficio ottenibile da una determinata combinazione delle terapie elettromedicali con quelle manuali e rieducative.


Il tuo dolore all’anca, avendo molteplici cause, merita un trattamento specifico. Spesso le seguenti terapie vengono combinate per ottenere maggiore efficacia:

  • rieducazione post traumatica e post chirurgica ( artroprotesi ed endoportesi d’anca)
  • mobilizzazione articolare
  • manipolazione della fascia
  • tecarterapia-diatermia
  • veicolazione transdermica di fitocomplessi (antiinfiammatori, procartilaginei e fibrinolitici)
  • ultrasuonoterapia
  • rieducazione posturale ed ergonomia
  • kinesiotaping
  • tens

 

 

 

 

Il dolore al ginocchio

http://www.dreamstime.com/stock-photo-knee-joint-closeup-view-image18753240

Cenni di anatomia del ginocchio


L'articolazione del ginocchio è costituita da 2 condili femorali di forma convessa che articolano con la rotula e 2 condili tibiali di forma pressoché piatta, il tutto ricoperto da uno strato di cartilagine. La cartilagine articolare della rotula possiede lo strato più spesso presente nel nostro corpo. Le superfici articolari tra femore e tibia vengono rese più congruenti dalla presenza di 2 menischi (interno ed esterno), di matrice fibrocartilaginea che forniscono maggiore stabilità articolare, in particolare a forze esterne e compressorie destabilizzanti. L'articolazione del ginocchio è dotata di una capsula articolare contenente al suo interno una ampia membrana sinoviale.
schema-ginocchio Contribuisce alla stabilità la presenza di una forte componente legamentosa. I legamenti collaterali si tendono in estensione, il mediale (LCM) proteggendo l'articolazione da forze valgizzanti, il laterale (LCL) da forze varizzanti.. I legamenti crociati si distinguono in legamento crociato anteriore (LCA) e crociato posteriore (LCP). LCA e LCP si tendono con la flessione del ginocchio limitando le torsioni-rotazioni e scivolamenti del femore sulla tibia o viceversa. Si contano molte borse atte a ridurre le frizioni dei tendini e legamenti contro le strutture circostanti. Le più comuni borse localizzate a livello anteriore sono la prerotulea superficiale, infrarotulea profonda e soprarotulea. A livello posteriore troviamo 2 borse, tra il muscolo gastrocnemio (gemello mediale e laterale) e la capsula articolare. La stabilizzazione passiva del ginocchio si ottiene grazie al peso del corpo, alla geometria dei capi articolari, menischi, capsula articolare e legamenti. La stabilizzazione passiva è supportata da quella attiva, costituita dalla muscolatura che gestisce il ginocchio. La muscolatura, oltre a generare il movimento in tutta la sua libertà, deve produrre importanti forze per sopportare i continui carichi articolari, dalle attività di vita quotidiana alla pratica di attività sportive. I numerosi muscoli del ginocchio si possono suddividere in base alla specifica funzione nel movimento e spesso lo stesso muscolo risulta inoltre essere sinergico (accessorio) con altri muscoli in più movimenti.

  • Estensione (quadricipite costituito da vasto mediale, laterale, intermedio e retto femorale)
  • Flessione (azione principale del bicipite femorale, semimembranoso e semitendinoso, azione secondaria del gracile, sartorio, semitendinoso, popliteo, gastrocnemio)
  • Rotazione esterna (bicipite femorale)
  • Rotazione interna ( gracile, sartorio, semitendinoso, popliteo)

Il dolore del ginocchio

Il comparto anteriore (o estensore) , grazie alla leva fornita dalla rotula, genera importanti forze che si scaricano a livello del tendine rotuleo, dal polo inferiore della rotula alla tuberosità tibiale. Dietro al tendine rotuleo si trova il corpo di Hoffa, un cuscinetto adiposo che facilita gli scivolamenti del tendine ed assorbe le sollecitazioni meccaniche. Microtraumi ripetuti nel tempo ( corsa, salti) o traumi diretti possono infiammare sia il corpo di Hoffa che il tendine rotuleo (Hoffite e tendinite rotulea) causando dolore anteriore al ginocchio (sindrome dolorosa femororotulea) e conseguente impotenza funzionale.
Una debolezza del vasto mediale può causare la lateralizzazione della rotula alterandone la biomeccanica articolare, causando infiammmazione e degenerazione cartlaginea femoro-rotulea (condropatia femoro-rotulea). Frequente è la borsite della zampa d'oca, che causa dolore nella parte anteriore e interna della tibia, una infiammazione che interessa la borsa interposta tra i tendini rotatori interni del ginocchio (gracile, sartorio, semitendinoso) e l'osso. Si manifesta con dolore nei movimenti, a volte anche col tatto, confondendosi frequentemente con patologie meniscali.

Le cause e trattamenti del dolore al ginocchio


Le distorsioni del ginocchio, più comuni negli sportivi, rappresentano gli eventi più frequenti che comportano conseguente instabilità dovuta a lesioni di menischi e legamenti, specie a carico del menisco interno, del legamento collaterale mediale e il crociato anteriore. L'intervento del fisioterapista mira a recuperare stabilità, forza e propriocezione per ripristinare la piena funzionalità.
La lesione meniscale può causare dolori localizzati a seconda del menisco coinvolto, gonfiore (idrarto) e blocchi articolari (sensazione di corpo estraneo nel ginocchio) specie negli ultimi gradi della flessione o estensione. Lesioni complete del legamento crociato anteriore (LCA) con conseguente instabilità articolare, richiedono l'intervento di ricostruzione chirurgica, più indicato e frequente in giovani soggetti. Il legamento viene sostituito, secondo le diverse metodiche, con il terzo medio del tendine rotuleo, con il gracile e semitendinoso, oppure con tendine da donatore. Ogni lesione legamentosa, meniscale e irrregolarità cartilagnea del ginocchio, trattata o meno chirurgicamente in artroscopia, richiede un attento programma di rieducazione o riabilitazione, non focalizzato solo al ginocchio ma all'intero arto inferiore allo scopo di ripristinare pienamente la funzionalità. La degenerazione cronica della cartilagine articolare, più comune nelle donne oltre i 45 anni e negli sportivi, causa a lungo andare artrosi del ginocchio. Riduzione dello spessore cartilagineo, irregolarità della sua superficie ed alterata consistenza del liquido che lubrifica i capi articolari, può determinare dolori, rigidità e limitazione nel movimento di entità variabile (es. sedersi, salire e scendere le scale). L'alterazione artrosica del ginocchio, oltre ad essere di natura degenerativa, può essere causata da traumi e fratture che compromettono la stabilità del ginocchio. Per dolori importanti o forti limitazioni del movimento è necessario, su indicazione del medico specialista, eseguire esami diagnostici di radiologia (RX, RMN, TAC) che forniscano chiari dettagli sullo stato dell'articolazione e dei tessuti molli. I referti del medico radiologo, abbinati a valutazioni funzionali ed esame clinico, sono spesso estremamente utili per programmare un preciso percorso, sia conservativo (fisioterapia, riabilitazione), sia di competenza ortopedica-chirurgica (artroprotesi d'anca, edoprotesi d'anca). Carichi asimmetrici (ginocchio valgo e varo) associati ad artrosi del ginocchio (gonartrosi) possono causare edemi subcondrali, delle condizioni dolorose di infiammazione a carico dell'osso al di sotto della cartilagine articolare. I pazienti con gravi quadri di osteoartrosi al ginocchio limitati fortemente nel movimento, associati o meno a dolore, necessitano l'intervento di chirurgia ortopedica per sostituire i capi articolari. La protesi impiantata può essere monocompartimentale (su un solo lato), oppure totale (artroprotesi). Pazienti che hanno subito traumi, interventi chirurgici di pulizia meniscale, ricostruzione legamentosa e protesi di ginocchio, necessitano di recuperare la massima funzionalità seguendo un attento programma di riabilitazione con il fisioterapista. Il percorso rieducativo è costituito da diverse fasi cronologiche, rispettando ampiezza articolari stabilite, determinati carichi e tempistiche, spesso in accordo con l'ortopedico. Per ogni disturbo lamentato al ginocchio, acuto o cronico, il nostro approccio terapeutico sfrutta l'utilizzo di determinate terapie elettromedicali e varie terapie manuali e rieducative. L'efficacia della terapia elettromedicale sullo specifico caso dipende dalla corretta gestione dei vari parametri che regolano l'emissione della fonte di energia utilizzata. Le diverse terapie manuali e rieducative vengono scelte a seconda della maggiore efficacia terapeutica che possono fornire ad un determinato dolore o disfunzione del ginocchio. Spesso, per risolvere più rapidamente le patologie che colpiscono il ginocchio, combiniamo le terapie elettromedicali con quelle manuali.

Il tuo dolore al ginocchio, ha molteplici cause, pertanto merita un trattamenti specifico. Spesso le seguenti terapie vengono combinate per ottenere maggiore efficacia:

  • rieducazione post traumatica e post chirurgica (LCA, LCM, LCL, pulizia meniscale-cartilaginea, frattura rotula, protesi totale e monocompartimentale)
  • mobilizzazione articolare
  • manipolazione della fascia
  • veicolazione di fitocomplessi (anti-infiammatori, antiedemigeni, procartilaginei, fibrinolitici)
  • tecarterapia-diatermia
  • ultrasuonoterapia
  • programma specifico di rinforzo muscolare (elettrostimolazione, macchine isotoniche, pedana propriocettiva elettronica)
  • kinesiotaping
  • tens