Il Dolore alla Spalla

Il dolore alla spalla

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Cenni di anatomia della spalla


La spalla è la regione anatomica che collega il tronco con l’arto superiore. Costituita dalle ossa della scapola, omero e clavicola, risulta essere l’articolazione più mobile e conseguentemente la più instabile del corpo umano. L’articolazione scapolo-omerale è costituita dalla testa omerale di forma convessa che articola con la cavità concava (glena) della scapola. La glena è rivestita da un labbro glenoideo o cercine che consente maggiore congruenza e contatto tra le 2 superfici articolari, opportunamente rivestite da cartilagine articolare. L’articolazione è rivestita da una ampia capsula e numerosi legamenti che ne consentono la stabilizzazione, tendendosi in varie posizioni.

Sopra all’articolazione scapolo-omerale è presente l’arco coraco-acromiale, costituito dall’acromion, dal processo coracoideo e dal legamento coraco-acromiale. Nello spazio tra la testa dell’omero e l’arco coraco-acromiale, normalmente di circa 1 cm, troviamo il muscolo sopraspinato e relativo tendine, il tendine del capo lungo del bicipite e la borsa sottoacromiale.

Una riduzione di questo spazio può determinare la sindrome da conflitto (impigement sub-acromiale) che determina continue lesioni delle strutture sopracitate.

Sono presenti molte borse sinoviali che facilitano lo scivolamento dei tendini sulle ossa. Le principali sono la sottoscapolare, sottocoracoidea e sottoscapolare, sub acromiale (sottodeltoidea) e bicipitale.

Il cingolo scapolare comprende diverse articolazioni, la scapolo-omerale, scapolo-toracica, acromion-clavicolare e sterno-clavicolare. Senza queste articolazioni il movimento del braccio risulterebbe fortemente limitato. Per esempio, sollevare il braccio a 180° è possibile grazie a 120° di flessione a carico della articolazione scapolo-omerale e 60° di rotazione della scapolo-toracica.

I numerosi muscoli che mobilizzano la spalla, scapolo-toracici e scapolo omerali, si possono suddividere in base alla specifica funzione nel movimento e spesso lo stesso muscolo risulta essere sinergico (accessorio) con altri muscoli in più movimenti.

  • Flessione ( trapezio, dentato anteriore, fibre anteriori del deltoide, fibre clavicolari del grande pettorale, coracobrachiale e capo lungo bicipite brachiale)
  • Estensione (romboidi, elevatore della scapola, fibre posteriori del deltoide, capolungo del tricipite, gran dorsale e grande rotondo)
  • Abduzione (trapezio, dentato anteriore, tutte le fibre del deltoide, sopraspinato, coracobrachiale e capo lungo bicipite brachiale)
  • Adduzione ( grande pettorale, gran dorsale, grande e piccolo rotondo, coracobrachiale e capo breve del bicipite brachiale)
  • Rotazione esterna ( trapezio, romboidi, sottospinato, piccolo rotondo, fibre posteriori del deltoide)
  • Rotazione interna (fibre anteriori del deltoide, grande pettorale, gran dorsale, piccolo rotondo e sottoscapolare)

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La cuffia dei rotatori, costituita dal muscolo sopraspinato, sottospinato, piccolo rotondo e sottoscapolare, svolge un ruolo fondamentale nella stabilizzazione dinamica della testa omerale sulla glena. I muscoli che sollevano l’omero verso l’alto, senza la stabilità prodotta dalla cuffia, schiaccerebbero ripetutamente la testa dell’omero contro l’arco coraco acromiale, generando infiammazione e degenerazione progressiva di tendini (es. sopraspinato) e borse (es. sottoacromiale o subdeltoidea).

Man Holding Neck on Isolated Background
Il dolore della spalla

Se vi è stata formulata una diagnosi di periartrite di spalla o scapolo-omerale, sappiate che è aspecifica in quanto il termine definisce solamente la presenza di una generica infiammazione della spalla. E’ necessario pertanto determinare la reale causa che ha generato la vostra patologia, associando alla valutazione funzionale e i vari test specifici esami di diagnostica come radiografia, ecografia e risonanza magnetica (RMN).

Il dolore alla spalla inizialmente può essere lieve, ben localizzato, anteriore, laterale e posteriore, ad anello prossimalmente al braccio, continuo o intermittente. Può progredire diventando intenso, profondo, diffuso con possibile irradiazione fino a metà braccio. Nei quadri più avanzati il dolore può manifestarsi anche a riposo (dormire sul fianco interessato) e spesso si intensifica con determinati movimenti, inibendo lo svolgimento delle normali attività di vita quotidiana (es. vestirsi, lavarsi, pettinarsi, allacciarsi il reggiseno, guidare).

Se non opportunamente trattato, il dolore può causare a lungo termine una perdita di forza della muscolatura della spalla, specie del deltoide e della cuffia dei rotatori, con conseguente instabilità articolare che mantiene attivi i processi infiammatori come borsiti e tendiniti.

Borsite subacromiale, tendinite, tendinosi del muscolo sopraspinato e del capo lungo del bicipite sono le patologie più frequenti che causano dolore alla spalla.

Cause e trattamenti del dolore alla spalla


Il dolore alla spalla insorge inevitabilmente a causa di traumi acuti che provocano fratture, lussazioni, contusioni. Compare frequentemente in seguito ad un intenso sforzo occasionale o per sforzi ripetuti nel tempo.

Spesso a lamentare algie alla spalla sono i soggetti che praticano attività sportive che richiedono particolari impegni in termini di forza, rapide accelerazioni-decelerazioni e continui movimenti dell’arto superiore al di sopra della testa (es. nuoto, tennis, pallavolo).

Casalinghe, adette-i alle pulizie (vetri), dentisti e parrucchieri, sollecitando quotidianamente le spalle a causa del mestiere, sono i lavoratori più soggetti ad infiammazioni ed alterazioni strutturali muscolo-tendinee della spalla. Persone con accentuata cifosi dorsale presentano frequentemente una alterata posizione della scapola sul torace favorendo la comparsa della sindrome da conflitto.

La sindrome da conflitto, a causa della riduzione di spazio tra la testa dell’omero e l’arco coraco-acromiale, genera infiammazione e dolore limitando l’ampiezza dei movimenti della spalla. A seconda dei casi può determinare borsite subacromiale, depositi calcifici, tendinite del sopraspinato, di altri tendini della cuffia e del capo lungo del bicipite (anche tenosinovite). Queste infiammazioni se non opportunamente trattate nelle loro fasi iniziali possono dar luogo a patologie persistenti, dalle infiammazioni croniche (tendinosi) alle lesioni tendinee con ispessimento o assotigliamento fino a loro rottura.

Debolezza della cuffia dei rotatori e sindrome da conflitto possono creare territorio fertile per la patologia degenerativa, artrosi e calcificazioni articolari determinano un circolo vizioso che riduce la mobilità alimenta continua usura delle strutture tendine.

Nella sindrome da conflitto (in assenza di lesione tendinea) il rinforzo specifico della cuffia dei rotatori e degli altri depressori della testa omerale è molto utile nello stabilizzare in modo conservativo la testa dell’omero durante i movimenti del braccio verso l’alto, evitando il pinzamento dei tendini della cuffia.

Quando il paziente presenta ampie lesioni tendinee-muscolari della cuffia, marcata artrosi e voluminosi osteofiti con forte limitazione nel movimento della spalla, l’unico approccio è di chirurgia ortopedica (dalla ricostruzione tendinea della cuffia in artroscopia alla protesi di spalla).

Cadute accidentali in soggetti con osteoporosi determinano spesso fratture, soprattutto omerali. Anche in questi casi il trattamento è di pertinenza ortopedica, può essere di tipo conservativo (immobilizzazione con tutore) o chirurgico per ridurre la frattura stabilizzando la spalla.

Pazienti che presentano, borsite, tendinite, tenosinovite, tendinosi, oppure sottoposti a intervento chirurgico di ricostruzione tendinea della cuffia dei rotatori o riduzione di fratture (chiodi, placca-viti, protesi), necessitano di recuperare la massima funzionalità della spalla seguendo un attento programma di riabilitazione con il fisioterapista.

Noi proponiamo sempre percorsi di fisioterapia e rieducazione che rispettano la corretta cronologia delle diverse fasi terapeutiche, in termini di ampiezza articolare concessa, tensione mio-tendinea, dolore.

Il tuo dolore alla spalla ha molteplici cause, pertanto merita un trattamenti specifico. Spesso le seguenti terapie vengono combinate per ottenere maggiore efficacia:

  • rieducazione post-traumatica e post-chirurgica (lussazioni, ricostruzione cuffia dei rotatori, acromion-plastica, riduzione fratture con placca-viti, protesi, slap-lesion)
  • mobilizzazione articolare
  • manipolazione della fascia
  • veicolazione di fitocomplessi (anti-infiammatori, antiedemigeni, procartilaginei, fibrinolitici)
  • tecarterapia-diatermia
  • onde d’urto radiali
  • ultrasuonoterapia
  • programma specifico di rinforzo muscolare (elettrostimolazione, macchine isotoniche)
  • kinesiotaping
  • tens